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Antiossidanti e radicali liberi

Autore: Dott.ssa Rosalba Galletti

I Radicali liberi sono normalmente presenti nel nostro organismo, frammenti di molecole molto instabili che si formano sia per normali processi fisiologici, sia a causa di fattori esterni chimici o fisici (radiazioni solari, inquinamento, fumo di sigaretta, batteri e virus, alimenti, gravidanza, malattie, farmaci, contraccettivi, alcool, obesità, stress, fatica, sport eccessivo ecc. Basti pensare che nel fumo di una sola sigaretta si trovano centinaia di milioni di radicali.


Il rischio di danno cellulare da parte dei radicali liberi nasce dal fatto che se vengono prodotti in velocità o quantità tale da non essere immediatamente neutralizzati sono in grado di reagire indistintamente con tutti gli elementi circostanti, creando alterazioni nella loro struttura. Esempi di questi danni si trovano nel mondo inorganico: processo di ossidazione dei metalli (ruggine); mentre nel mondo organico il deterioramento dei cibi è la più evidente conseguenza dell'esposizione dei cibi all'aria e di conseguenza all'ossigeno.


I grassi diventano rancidi e maleodoranti per la ossidazione dei lipidi, la carne diventa scura per l'ossidazione della mioglobina, la frutta e la verdura anneriscono dopo essere state sbucciate o tagliate per l'ossidazione dei polifenoli.

I Radicali Liberi si formano nei mitocondri (piccoli corpuscoli all'interno delle nostre cellule) dove l'ossigeno viene utilizzato per produrre energia, attraverso un processo respiratorio comune a tutti gli organismi viventi in cui il glucosio viene bruciato dall'ossigeno per produrre energia chimica. Questo processo molto complesso che si definisce catena respiratoria si verifica fisiologicamente per il 98% nelle condizioni sopra, ma nel 2% dei casi invece il processo segue un andamento particolare provocando la formazione di scorie: i cosiddetti ROS (Reactive Oxigen Species), cioè i Radicali Liberi che, essendo molecole energicamente instabili tendono a reagire con quanto li circonda cercando una loro stabilità.

 

Si combinano rapidamente creando a loro volta nuovi radicali liberi con reazioni a catena che finiscono per danneggiare in modo irreparabile le cellule, sia a livello intracellulare (lipoproteine strutturali, enzimi, DNA, ecc.) che a livello extracellulare modificando la composizione e la funzionalità delle strutture biologiche.


Questo insieme di reazioni chimico-fisiche é alla base dell'invecchiamento della cellula e possono essere la causa di gravi patologie quali l'aterosclerosi, le malattie infiammatorie croniche, le malattie degenerative neurologiche, le neoplasie, ecc.
Il nostro organismo possiede potenti difese fisiologiche contro il danno ossidativo, provvede a neutralizzare i radicali liberi con enzimi specifici che fungono da "spazzini" e li eliminano trasformandoli in acqua e ossigeno (questa volta innocuo). Finché la produzione di radicali liberi rimane in equilibrio con l'attività di rimozione si rimane in una situazione fisiologica sana.


Ma il problema nasce quando tali sostanze cominciano ad accumularsi, e non riescono ad essere neutralizzate dai sistemi endogeni (enzimi "scavenger" o spazzini). Quando un 'organismo invecchia, i radicali liberi si accumulano e a loro volta fanno invecchiare l'organismo. L'azione antiossidante dei potenti enzimi scavenger ("spazzini") non è inesauribile, quindi è utile associare anche gli antiossidanti naturali, quelli presenti negli alimenti come carotenoidi e le vitamine A, C ed E che tengono a bada radicali e ossidanti.


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